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Quando nuovo e rigenerato si mescolano assieme.

Oggi parlo di chi vende un po’ di tutto perché di recente più volte mi è stato fatto notare come anche loro vendono computer refurbished. Hai presente quei negozi di paese dove entri e trovi in pochi metri: cellulari, notebook, pc fissi, monitor, macchinetta del caffè, area relax, antivirus, televisori… ecc… la lista può continuare all’infinito. Basta immaginarsi tutto quello che trovi dentro ai grandi discount di elettronica, concentrato tre volte come il pomodoro e messo dentro a 40 metri quadri.

Questi generalisti dell’informatica servono tutti, dal privato alle aziende, cercando di venderti anche la lavatrice per casa ma senza specializzarsi mai in qualcosa.

E di recente hanno aggiunto anche i prodotti rigenerati, allungando ancora di più la lista e per poter offrire al cliente un’alternativa economica.

Lo sai da dove arrivano questi notebook? Non sono loro i “rigeneratori” ma si affidano a grossisti internazionali dal quale comprano un prodotto già “pronto”.

Il processo di rigenerazione secondo ReGeneration

A differenza di un computer nuovo, prodotto da macchinari in grandissime quantità, i computer rigenerati (o refurbished) vengono controllati e rigenerati solo da persone come me e te. I controlli da fare sono molti e le componenti da, eventualmente, sostituire non sono sempre le stesse. Controllandolo in diversi punti è necessario l’intervento minuzioso di un tecnico capace che ci impiega molto.

Prima ancora dell’arrivo in sede, gli stock vengono pre selezionati: acquistiamo solo dispositivi recenti e non obsoleti e in piccole quantità per poter avere sempre i prodotti messi meglio. Anzitutto li puliamo uno ad uno, con estrema cura per poi passarli al nostro tecnico Marco che li rigenera uno per volta con estrema cura. Li smonta tenendo le viti separate nell’ordine corretto e controlla tutto : memorie ram, hard disk, kit di dissipazione.. e avanti finché non otteniamo un prodotto perfetto e certificato per il cliente finale.

E se c’è qualche difetto? Se è un componente sostituibile come la memoria ram, lo cambiamo, se invece è la scocca rotta o rovinata oltre una soglia ben precisa.. il pc o notebook finisce tra quelli usati per rigenerare gli altri.

E’ proprio da questo metodo di lavoro minuzioso ed attento, potendo rigenerare piccoli stock ben selezionati, che possiamo dare 1 anno di garanzia e la riparazione garantita entro 10 giorni in caso di rotture fortuite.
Non tutti i computer possono diventare computer ReGeneration, affidabili e prestanti, alcuni li perdiamo per strada volontariamente. Meglio un pc in meno rigenerato che un pc che potrebbe rompersi da oggi a domani, con dentro tutti i tuoi importantissimi dati e progetti futuri.

Alcune volte paragono i nostri computer rigenerati con alle lasagne, quelli fatti in lotti sono come le lasagne

Computer rigenerato Regeneration con garanzia diretta

La garanzia con noi è diretta, da noi che rigeneriamo a te che acquisti.
Non c’è nessun intermediario, nessun grossista delle rigenerazioni che ci mette mano prima di arrivare da te. Un plus non indifferente che ti permette di acquistare computer refurbished alle migliori condizioni possibili.

Oltre ad avere un risparmio su ciò che cerchi puoi anche contare su un livello d’assistenza di primo ordine.

Se ti hanno proposto un notebook o pc rigenerato, poni queste semplice e poche domande. In pochi secondi potrai valutare tu stesso se stai acquistando da chi lo sa fare oppure da “uno dei tanti”.

  • Sei tu che rigeneri i computer?
  • In caso di guasto, qual’è la procedura da seguire? Quanto tempo starò senza computer?
  • Che garanzia mi offri sul prodotto?

Almeno così riuscirai ad avere un’istantanea di quello che potrai avere una volta acquistato.

Per qualsiasi dubbio o problema puoi chiedere direttamente a noi, compila il form qui sotto e lascia i tuoi dati. Ti ricontatterò nel minor tempo possibile.

Lascia i tuoi riferimenti, rispondiamo sempre in giornata!

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Richiamo batterie notebook HP

HP ha diramato un richiamo per centinaia di batterie per un rischio di surriscaldamento.
Parliamo di circa lo 0.1% dei notebook prodotti dal dicembre 2015 al dicembre 2017 dove la batteria surriscaldandosi può incendiarsi.

Nello specifico il richiamo fanno riferimento ai seguenti modelli: HP Probook 64x (serie G2 e G3) HP ProBook 65x (serie G2 e G3), HP x360 310 G2, HP ENVY m6, HP Pavilion x360, HP 11 e workstation portatili HP ZBook (17 G3, 17 G4, e Studio G3).

Se viene rilevata una batteria difettosa la sostituzione è gratuita e l’azienda ha già annunciato un programma di ritiro e sostituzione in tutto il mondo.

HP ha pubblicato un sito web dedicato al problema (LINK) ed uno programma per fare il controllo della batteria. Potete scaricarlo da questo link ed eseguirlo sul vostro notebook, se rileva una batteria difettosa vi farà eseguire alcuni passaggi per metterla in modalità di protezione scaricandola completamente e bloccando il caricamento fino a che non sarà stata sostituita.

 

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Aruba e Legalmail: Sarà Disattivazione

Per halloween a Riccardo è arrivata una mail di disattivazione PEC e ci ha contattato subito. L’avevamo rinnovata a luglio, si è quindi preoccupato, sicuramente non era uno scherzetto ?
Per chi non lo conosce ancora Riccardo è un cliente YourCED ed è seguito tutti i giorni dal nostro sistema di supporto e monitoraggio.

Ma torniamo a noi… Riccardo riceve questa mail direttamente sulla sua casella PEC @legalmail.it, preoccupato di perdere tutte le email certificate, ci inoltra l’avviso e poi chiama.
Controllata immediatamente ci accorgiamo che l’email è fasulla e fatta appositamente per adescare utenti poco accorti.

Aruba legalmail pec sarà disattivazione informatica assistenza pec vicenza computer notebook

4 step per riconoscere una PEC fasulla

1️⃣ Il primissimo indicatore è l’errore ortografico presente nel titolo della email: “Sarà Disattivazione
E’ uno dei primi errori commessi da chi crea queste email. Spesso sono stranieri ed usano i servizi di traduzione automatica. Facendo una traduzione su Google Translate da italiano ad inglese esce “will be deactivated“, in inglese suona molto meglio.
sarà disattivazione pec traduzione inglese assistenza informatica vicenza unica solutions srl

2️⃣ Aruba S.P.A. e InfoCert S.P.A. (proprietaria di Legalmail) sono due società differenti.
A quanto mi risulta non hanno nulla a che fare l’una con l’altra.

3️⃣ Fermandoci con il mouse sopra al tasto CLICCA QUI compare il link. Link che non centra niente né con Legalmail né con Aruba.
aruba legalmail pec sarà disattivazione link fake phishing assistenza informatica aiuto vicenza unica solutions

4️⃣ Se usi Chrome il sito è segnalato come pericoloso e vieni avvisato prima ancora di arrivarci.
Google ha introdotto la funzione navigazione sicura in Chrome per proteggere gli utenti dai siti web che sono stati hackerati o che sono costruiti ad hoc per ingannare. Ecco come appare la finestra quando si clicca sul link e si apre con Chrome
aruba legalmail pec sarà disattivazione chrome navigazione sicura professionecosmesi.com assistenza informatica aiuto vicenza unica solutions

5️⃣ Se hai attivo il Web Filter di YourCED non riesci a visitare il sito, è stato bloccato.

Ed ecco i 4 (+1) campanelli d’allarme che ci permettono di evitare truffe e pericolose perdite di dati.
Purtroppo mentre scrivo l’articolo il sito web è già stato eliminato da chi lo mantiene quindi non mi è possibile farvi vedere come procede la truffa.

 

Il sito web compromesso ?

Oltre alla finta email voglio spendere due parole anche sul sito web compromesso.
Infatti professionecosmesi.com è un sito web attivo dal 2013 e probabilmente mai aggiornato dopo la creazione. Tramite l’archivio web possiamo vedere com’era nel 2016/2015.

Un sito web costruito e mai mantenuto è un problema per te ma anche per tutti gli altri. Come in questo caso può essere hackerato per poi andare a colpire decine o migliaia di altri utenti.

Basta non aggiornare: il CMS (il motore del tuo sito) oppure uno dei plugin che utilizzi. Magari proprio quello della galleria o il calendario che si vede spesso, da un plugin non aggiornato possono prendere il controllo del tuo sito web e usarlo per truffare altri utenti.

 

Quindi non basta semplicemente stare attenti a ciò che ci arriva nella casella email, anche mantenere aggiornato il nostro sito web è essenziale.
Puoi farlo da solo o facendoti aiutare da un professionista del settore, l’importante è farlo.

 

Se vuoi avere una consulenza.
Se vuoi avere maggiori informazioni su YourCED.
O semplicemente vuoi lasciare un tuo feedback sull’articolo usa il form qua sotto ?

 

 

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KRACK Attack: come ci possono bucare il wireless. E come puoi proteggerti ovunque!

No, non dobbiamo tagliare le antenne ai nostri modem ?
Non farti prendere dal panico!

Gente che corre e urla, in preda al panico assoluto ed esegue i più disparati consigli su come proteggere i propri dati in wireless.. Una giornata intera dedicata a questo KRACK Attack, a come funziona e cosa può attaccare.

Ieri ho ricevuto alcune telefonate e mail che mi chiedevano di cambiargli immediatamente password, di sostituirgli gli access point perchè non sicuri e altre cose come cambiare la cifratura wireless in WEP!!!!!

Mi son fermato un momento e ho raccolto i consigli dati per telefono e i dati trovati sul web. Purtroppo online si trova tutto ed il contrario di tutto, parlano di KRACK Attack anche nei blog di cucina dove c’è chi chiede se la WEP e la WPA1 sono sicure, qualcuno gli ha anche risposto seriamente di SI!

Le diverse spiegazioni che trovi online sono quasi da film.. roba da non credere, ti dico una cosa: SONO VERE! Ma passiamo alle spiegazioni…

 

 

KRACK Attack in breve

⁉️ Cos’è successo?

Un ricercatore, tale Mathy Vanhoelf, ha scoperto una falla sul protocollo Wi-Fi Protected Access 2, ovvero il sistema utilizzato per proteggere le reti wireless. Inviolato da oltre 10 anni.
Questo protocollo viene usato su tutti i dispositivi che creano una rete Wireless: modem, router, access point. La falla viene sfruttata quando il tuo dispositivo (notebook, cellulare, tablet, lavatrice, ecc…) si connette alla rete wireless creata dal modem (router o singolo access point).

? Come funziona

Quando con il tuo smartphone ti connetti ad una rete wireless i due dispositivi non si conoscono e per parlare tra di loro usano un meccanismo chiamato handshake 4-way dove controllano di avere memorizzata la stessa password: per farlo si scambiano dei dati (cifrati) prima di procedere con la protezione vera e propria.
L’attaccante ruba uno dei messaggi che il tuo dispositivo invia alla rete wireless per autenticarsi e quindi si inserisce tra il tuo dispositivo ed il modem (tipo d’attacco Man in the Middle, letteralmente uomo in mezzo) permettendogli di leggere in chiaro tutti i dati che il modem invia a te e quelli che tu invii a lui. Non mi dilungo in dettagli tecnici e per molti noiosi, potete trovarli direttamente sul sito dedicato al CRACK Attack (link a fine articolo).

 

 

? Come puoi proteggerti

La protezione al 100% dal KRACK Attack per ora non la puoi avere. Solo dopo che i produttori di dispositivi avranno rilasciato gli aggiornamenti che correggono questa falla e solo dopo che tutti abbiamo aggiornato i nostri dispositivi, allora potrai dire di essere al sicuro. L’aggiornamento è retrocompatibile con chi non lo ha fatto così da non creare difficoltà con le attuali reti: basta che solo un dispositivo dei due sia aggiornato per rendere la connessione, tra i due, sicura.

Per adesso sono stati rilasciati aggiornamenti da parte di alcuni produttori: Microsoft ha già sistemato tutto con gli aggiornamenti di inizio ottobre, OpenBSD in luglio, Apple rilascerà a breve sia per iOS che per MacOS. Questi sono solo i principali. Speriamo che tutti gli altri seguano velocemente il rilascio di patch correttive. Google ci sta lavorando e così anche le varie distribuzioni di linux

 

Come faceva OpenBSD ad aver già corretto a luglio se tutto è uscito ieri?

Mathy Vanhoelf ha pensato a come effettuare questo attacco a fine 2016, mentre lavorava su un altro studio. Appena terminato si è dedicato ad eseguire un prototipo dell’attacco scoprendo questa grave falla. Ci ha lavorato sopra qualche mese testando diversi sistemi operativi finché a luglio ha avvisato, in via privata, tutti i produttori e la WiFi Alliance per poi, 3 mesi dopo, rilasciare al pubblico la notizia della falla (ieri 17/10/17).

Ha dato tempo ai produttori di portarsi avanti con gli aggiornamenti, quanto più possibile. Un esempio di etica non indifferente.

 

 

❌ Cosa non serve fare per proteggerti

1️⃣ E’ inutile cambiare il metodo di sicurezza della tua rete wireless.E’ addirittura peggio: il WPA2 è ancora la forma di protezione più solida. WPA (versione 1) e WEP sono due protocolli che ti difendono meno di niente, ci vogliono meno di 2 minuti per eluderli ed accedere alla tua rete.

2️⃣ Non serve cambiare password: non è la password il tuo problema.

3️⃣ Usare VPN gratuite o sconosciute quando ti connetti a reti wireless pubbliche o non conosciute.

4️⃣ Non serve agitarsi. Per quanto vasto è comunque un attacco che va eseguito sul posto, quindi il malintenzionato deve essere nel raggio d’azione della tua rete wireless.

 

 

✅ Come fare a proteggerti

1️⃣ Utilizzare una connessione HTTPS è un buon passaggio per essere sicuri. Nei siti dov’è disponibile, è un buon modo per aumentare la protezione (non al 100%). KRACK Attack infatti disabilita la connessione https sui siti che navighiamo. HTTPS EveryWhere è un’ottima estensione per il tuo browser, gratis e non richiede configurazione. Puoi trovarla per Chrome o per Firefox

2️⃣ Proteggere i dati condivisi sulla tua rete aziendale. Dedico parecchio tempo a spiegare ai clienti che le condivisioni “everyone” (a tutti) non sono MAI da usare ed è essenziale iniziare a decidere chi può accedere a cosa. Sia per possibili attacchi, sia per il GDPR.

3️⃣ Fare i backup ed essere sicuro della sua funzionalità. Anche qua un passaggio essenziale: il backup non è copiare i dati su un disco esterno o su una cassetta senza mai verificarne il funzionamento. E’ tutto il contrario e chi ti segue dovrebbe avertelo spiegato.

4️⃣ Aggiornare continuamente il tuoi dispositivi: dal sistema operativo del pc a quello dello smartphone, passando per il router che hai in ufficio nascosto dietro quel casino di cavi. Come dicevo Windows è già aggiornato contro questo attacco, quindi è essenziale aggiornare anche tutti gli altri nostri dispositivi per restare protetti da KRACK Attack.

Hai mai pensato a quanti danni puoi subire lasciando aperte queste falle? Mancati aggiornamenti, permessi di lettura/scrittura a tutti, backup non verificato! Lasci in mano al signor Nessuno i dati importanti della tua azienda e non ti preoccupi di far le fotocopie di quello che gli dai in custodia.

 

 

Tutti vulnerabili, a queste condizioni:
▶️ L’attacco non può essere fatto da remoto, l’attaccante deve essere nel raggio d’azione della nostra rete wireless
▶️ Escluso un video su Youtube non sono stati rilasciati i codici sorgenti del prototipo di attacco e non è fattibile dal classico “smanettone del computer”

La parola d’ordine al giorno d’oggi è restare aggiornati, controllare costantemente la tua rete ed i tuoi PC, non condividere informazioni con tutti all’interno della tua rete. Come vedi se si riesce ad entrare, poi possono portare via, cancellare o cryptare i dati chiedendo un riscatto.

Tu sei disposto ad essere vittima di un ricatto simile? Sborsare 5.000/10.000€ per riavere i tuoi dati?
Io no e spero nemmeno tu. E’ quindi necessario appoggiarsi ad un professionista in grado di proteggerti e non dal primo “smanettone” che con poco ti sistema tutto (alla buona).

 

Se anche te in azienda hai una rete wireless e vuoi un controllo sullo stato degli aggiornamenti, allora non esitare a contattarmi. Sarò lieto di effettuare un controllo e spiegarti il nostro servizio YourCED, copre a pieno l’esigenza di mantenere aggiornati i tuoi apparati, i sistemi operativi e non solo.

 

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Fonti:
KRACKAttack
Mathy Vanhoef
Trattato tecnico

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